Che cos’è il branded content? E anche: a cosa serve e qual è la differenza con il native advertising

Avete appena visto un cortometraggio di altissima qualità su YouTube, girato da un regista di grido e che nel giro di pochi giorni è diventato virale. In quel filmato, non c’è nessuna forma di pubblicità, né esplicita né nascosta; eppure, quel video è stato prodotto, pagato e ospitato sul canale YouTube della Audi, di Louis Vuitton, di IBM o di qualunque altro brand vi possa venire in mente. Le ragioni che spingono alcune aziende a investire in un prodotto di qualità, che sia informativo o di puro intrattenimento, senza averne un ricavo diretto e senza promuovere un loro prodotto, rientrano nelle logiche di una delle forme di marketing che sta avendo più successo negli ultimi anni: il branded content.

Che cos’è il branded content?

Una definizione di branded content da manuale di marketing potrebbe essere: il branded content è la pratica di investire in contenuti persuasivi, allo scopo di informare o intrattenere, che abbiano come risultato la capacità di creare un’esperienza immersiva per il consumatore. (continua…)

 

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