IPERTEATRO La “tournée da bar” di Davide Lorenzo Palla. Storia di una intuizione per amare i grandi classici bevendo una birra.

Fonte: Exibart

di Giulia Alonzo

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Il quarto protagonista di Iperteatro 2018 è Davide Lorenzo Palla. Si è formato come attore lavorando con alcuni grandi nomi della regia. È il creatore della ingegnosa formula Tournée da Bar che porta Shakespeare in luoghi non convenzionali di tutta Italia con più di 120 date all’anno. Spettacoli di 90 minuti, come le partite di pallone, e birrette a gogo: una formula vincente di audience engagement.
Chi è Davide Lorenzo Palla?
«Sono un attore di Milano di 37 anni, figlio d’arte. Mio padre era scenografo e già da bambino frequentavo il teatro da dietro le quinte, ma quando ho deciso che volevo fare l’attore mio padre si è messo le mani nei capelli e poi ha sorriso. Dopo è venuta la Scuola di Teatro Paolo Grassi e poi ho lavorato con diversi teatri di livello nazionale come il Teatro Stabile di Bolzano, il Teatro di Roma, Emilia Romagna Teatro. Tra i principali maestri ho avuto Massimo Castri, Massimo Popolizio e Paolo Rossi, che per tre aspetti diversi mi hanno dato molto. Avevo però voglia di fare qualcosa di mio. Sono partito per una tournée di sei mesi, accettata su consiglio di mio padre perché mi serviva economicamente, con il Misantropo di Castri. Avevo una parte di sole cinque battute e mentre ero chiuso in camerino ho scritto il mio primo testo teatrale, Tritacarne Italia Show, ma non sapevo dove metterlo in scena. Una sera ero con amici al Mai dire bar, un locale a cui ero affezionato che ora non c’è più, davanti al Teatro Libero che all’epoca frequentavo perché lì avevo fatto i primi corsi di teatro. Stavo raccontando che avevo scritto un testo e che non sapevo dove metterlo in scena. A quel punto, mezzo ubriaco, mi sono messo in piedi su un tavolino e ho iniziato a declamare alcuni pezzi dello spettacolo: il bar è sprofondato nel silenzio e alla fine mi hanno applaudito. Mi si è accesa una lampadina: se non so dove portare il mio spettacolo, lo posso portare al bar, perché lì c’è un pubblico disposto ad ascoltarmi. Così è nata Tournée da Bar.. continua a leggere
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COME COINVOLGERE LE NUOVE GENERAZIONI?

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Fonte: Il Giornale delle Fondazioni
Articolo a cura di: Fabio Viola, esperto in audience engagement e gamification

È in corso un dimezzamento della partecipazione nei musei italiani del bacino demografico 15-24 nel 2011 in raffronto al 1999 a fronte del triplicarsi degli anziani (65 anni e oltre), che passano dal 4,5% a oltre il 13%.Continuiamo a sorprenderci per la progressiva rarefazione degli under 35 (al netto delle deportazioni forzate in età scolastica) nei luoghi e presidi culturali: teatri, musei, aree archeologiche ed ancora dalla lettura o concertistica classica. Come coinvolgere le nuove generazioni? Fabio Viola, esperto in audience engagement e gamification immagina i luoghi culturali del XXI secolo. Il successo dei suoi progetti “engagement centered” Father and Son per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Playable Museum Award per il Marino Marini di Firenze e Firenze Gameper il Comune di Firenze, dimostrano l’efficacia nel disegnare esperienze che partano dai pubblici per intercettarli e coinvolgerli.

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“Traveller”, il ristorante che regala fino a 2mila libri a settimana ai suoi clienti

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Fonte Incredibilia

Nel Connecticut (Stati Uniti), appena fuori dalla cittadina di Union, c’è un ristorante che serve pietanze deliziose e regala libri ai suoi clienti.

Si chiama “traveller” ed è un tipico locale americano, aperto tutto il giorno, dalla colazione alla cena, contrassegnato dall’insegna “Food and Books”, che per un pasto consumato offre gratuitamente ai commensali fino a tre libri a scelta tra generi western, tascabili, libri per bambini, romanzi rosa, avventura, manuali di cucina.

Intimo e confortevole, il ristornate è stato rivestito da scaffali pieni zeppi di volumi, dal proprietario Marty Doyle. Continua a leggere..

BANDO: PROGETTO TEATRO UTILE 2019

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I am – Je suis – Io sono
La restituzione dell’identità

PREMESSA
Sul territorio della città di Milano sono ad oggi accolti molti migranti di cui alcuni in carico al servizio di etnopsichiatria in quanto portatori di varie forme di disagio psichico o di sintomatologie riconducibili a disturbi psichiatrici, nella maggior parte dei casi conseguenza di traumi complessi subiti nel paese di origine o durante il percorso migratorio. La presa in carico presso il servizio di etnopsichiatria è multidisciplinare e integra il supporto sociale, le terapie psicoterapiche, psichiatriche e farmacologiche con terapie meno convenzionali come l’arte-terapia e la fototerapia. Questo tipo di proposta si è dimostrata efficace nel trattamento dell’utenza, in particolar modo con soggetti vittime di traumi estremi.

Il laboratorio sperimentale che immaginiamo per il progetto Teatro Utile 2019 vede la collaborazione tra una scuola d’arte drammatica di prestigio come l’Accademia dei Filodrammatici di Milano e il servizio di Etnopsichiatria dell’Ospedale Niguarda, ed è improntato sulla ricerca di codici alternativi alla parola che rendano possibile una riconquista del sé, attraverso le dinamiche del teatro al fine di realizzare un intervento terapeutico da affiancare alle terapie convenzionali, offerte ai migranti vittime di torture e traumi estremi, in carico al servizio di etnopsichiatria.

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IL CASO CIRQUE DU SOLEIL

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By Giulia Biasiolo

Avreste mai pensato che il Cirque du Soleil venisse citato come un esempio di azienda di successo e di tecniche manageriali in uno dei più importanti libri di management pubblicati negli ultimi anni?

Ebbene esso rappresenta uno degli esempi di maggior successo dell’applicazione della “strategia oceano blu” che grazie all’applicazione di quest’ultima si è trasformata in una delle maggiori realtà culturali del Canada rivoluzionando il settore dei circhi e arrivando a neutralizzare la concorrenza in tutto il mondo.
Tutto iniziò nel 1984 quando un gruppo di artisti di strada creò questo circo, le cui produzioni sono state viste da quasi quaranta milioni di persone in novanta città di tutto il mondo. In meno di vent’anni, Cirque du Soleil ha raggiunto un fatturato che il leader mondiale nel settore dei circhi, Ringling Bros, ha ottenuto in più di un secolo.

Il settore circense ha visto un crescente affollamento di competitor nei decenni dando vita ad una escalation  di offerta di intrattenimento a fronte di un pubblico in costante calo.

Gli attori del settore in questione hanno reagito a questo mutato scenario competitivo nel classico modo al quale siamo abituati a pensare: analisi della concorrenza, benchmarking, azioni rivolte a differenziare il prodotto (maggiori costi) e abbassamento del prezzo medio dei biglietti di ingresso (minori ricavi). Il tutto per provare a distinguersi in un mercato sempre più affollato e “gridato”.

Il Cirque du Soleil, invece, è uscito dall’arena competitiva tipica degli oceani rossi ed ha spostato il suo focus competitivo nel perseguimento di quattro azioni della Strategia Oceano Blu, di Chan Kim e Renée Mauborgne, definiti dal Sunday Times di Londra «due dei più brillanti pensatori economici»:

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Connecting audiences: partecipa alla sessione aperta della Winter School internazionale sull’Audience Development!

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Giovedì 24 gennaio 2019, ore 17.00 – 19.30

Impact Hub Torino, Via Francesco Cigna 96/17D, Torino

Il progetto Connecting Audiences – Knowledge Allieance for Audience Development porterà a Torino una Winter School Internazionale: dal 23 al 25 gennaio saranno chiamati a raccolta circa cinquanta professionisti da 5 paesi europei (UK, Polonia, Danimarca, Spagna e Italia), studenti e operatori culturali, che lavoreranno insieme per 3 giorni al fine di confrontare i percorsi sperimentati.

Il 24 gennaio 2019, dalle 17.00 alle 19.30, la Winter School prevede una SESSIONE APERTA in lingua inglese dedicata agli operatori piemontesi e italiani, che potranno incontrare gli ospiti internazionali presenti e il progetto Connect.  Non sarà un conferenza di presentazione del progetto ma una vera e propria occasione per lavorare insieme sui temi dell’audience development: in questa sede saranno infatti organizzati alcuni tavoli di lavoro che coinvolgeranno i partecipanti di Connect e gli operatori presenti. Tra i temi affrontati: l’audience development, l’engagement e la conoscenza dei pubblici, le strategie, le pratiche e le competenze necessarie per una migliore relazione con i pubblici… e molto altro.

La sessione, organizzata da Fondazione Fitzcarraldo nel quadro del progetto Connect grazie al prezioso supporto della Compagnia di San Paolo è GRATUITA: sono 50 i posti disponibili e per partecipare basta COMPILA IL MODULO!

 

Programma della Sessione Aperta

Giovedì 24 gennaio 2019, 17.00 – 19.30 Impact Hub Torino, Via Francesco Cigna, 96/17D

17.00 -17.30

Saluti Iniziali – Sandra Aloia, Compagnia di San Paolo

Presentazione del progetto Connect – Macarena Cuenca Amigo, Universidad de Deusto

Introduzione ai lavori – Alessandra Gariboldi, Fondazione Fitzcarraldo

17.30 – 19.30

Tavoli di lavoro

Restituzione Finale

Il silenzioso naufragio del Codice dello Spettacolo

Fonte: ateatro

Il 27 dicembre 2018, nel silenzio generale e nel fracasso che ha accompagnato la discussione della legge di bilancio, è scaduta la proroga accordata al Ministro dello Spettacolo per approvare i Decreti Attuativi del Codice dello Spettacolo.

L’approvazione della legge, nell’autunno 2017, era stata salutata con giubilo dall’intero settore. Finalmente dopo 50 anni la Repubblica italiana aveva una legge sullo spettacolo, dopo decine di tentativi abortiti. Un evento epocale…
Non è successo niente.

La legge 175 “Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia” (GU n.289 del 12-12-2017) individuava alcuni principi e ambiti e delegava il Governo a adottare “uno o più decreti legislativi” tanto “per il coordinamento e il riordino delle disposizioni legislative e di quelle regolamentari” che “per la riforma, la revisione e il riassetto della vigente disciplina…”. I Decreti avrebbero dovuto essere emanati entro il 27 dicembre. In alternativa, una ulteriore proroga che però non è arrivata.
Senza i Decreti attuativi il Codice dello Spettacolo sprofonda nel limbo delle buone intenzioni. Affonda nel nulla…
Il Ministro Bonisoli, che avrebbe avuto carta bianca nella stesura dei Decreti, aveva annunciato di voler chiedere una ulteriore proroga, ma evidentemente le priorità erano altre. Come nel Gioco dell’Oca, la Legge sullo Spettacolo torna per l’ennesima volta alla casella di partenza.
A questo punto restano aperte due opzioni. La più ambiziosa sarebbe imboccare di nuovo il cammino parlamentare, con una nuova Legge, individuando i principi e prendendo quindi in esame il complesso dei temi relativi allo spettacolo (questa visione era senza dubbio l’aspetto più positivo della legge decaduta: non solo di finanziamenti trattava, ma di territorio, lavoro, rapporto con il mondo della scuola, con il turismo, con l’area sociale, di internazionalizzazione…).
L’alternativa è un nuovo Decreto ministeriale che si limiti a rivedere il FUS, come previsto esplicitamente nel Contratto di Governo, accontentandosi per il triennio 2020-2023 di ritoccare il tanto vituperato Decreto in vigore per il triennio 2018-2020. Con un FUS ormai ridotto a meno dello 0,02 – zero virgola zero due – per cento del PIL sarebbe una ridicola lotta per le briciole… Anche se nel frattempo i deputati di FDI Federico Mollicone e Paola Fraccaro hanno fatto inserire durante la discussione sulla manovra un ordine del giorno, accolto come raccomandazione dal Governo, in cui si chiede di valutare la possibilità di una riorganizzazione del FUS e di istituire un Osservatorio per la vigilanza di gestione delle fondazioni lirico sinfoniche che trimestralmente relazioni al ministero e al Parlamento sul loro stato economico.
La mancata Proroga ha suscitato qualche polemica tra i parlamentari di maggioranza [Vacca] e opposizione [Rampi].
A colpire, ancora una volta, sono il silenzio e lo scarso peso politico del mondo teatrale, che nel giro di un mese ha ingoiato senza un singhiozzo la cancellazione di Migrarti (un progetto che dà senso alla funzione sociale del teatro oggi), le assegnazioni dei fondi per i progetti speciali del Ministro, con il loro mix di vecchie e nuove clientele e l’assenza di qualunque progettualità, e l’azzeramento del Codice dello Spettacolo.

L’appello di Cresco

TDBar cerca locali a TORINO & in PIEMONTE! WE NEED YOU!

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ATTENTION PLEASE!

COMUNICAZIONE IMPORTANTE

siamo alla ricerca a TORINO e in tutto il PIEMONTE di bar, circoli, locali, spazi culturali, luoghi divertenti e dinamici, in grado di ospitare il pubblico da bar per una nuova Tournée che partirà nel 2019!

Avete in mente un luogo adatto o avete voglia di indicarci il vostro bar preferito?! Fatevi avanti! Ogni suggerimento è ben accetto e per noi prezioso!! Qui il link al questionario on line da compilare: http://bit.ly/SegnalaBar!

Che cos’è la social media policy? E anche: come costruirne una di successo ed evitare errori imbarazzanti

Avere una social media policy — le regole aziendale per comunicare il brand attraverso i vari canali social — è uno dei modi più efficaci per assicurarsi che i propri dipendenti sappiano come comportarsi su Facebook, Instagram, Twitter e gli altri. Non basta avere un social media manager professionista per essere al riparo da errori imbarazzanti: ricordate le varie gaffe compiute da Carpisa su Facebook (e non solo), con i suoi video accusati di maschilismo e mancanza di sensibilità? O quando addirittura l’account Twitter della catena di hamburger Wendy pubblicò un immagine di Pepe la rana, simbolo dei suprematisti bianchi statunitensi? Ecco, tutto questo si sarebbe probabilmente potuto evitare grazie a una policy accurata sull’uso dei social media.

Basta un errore per danneggiare gravemente la reputazione di un brand, e considerando la velocità con cui ci si muove sul web è veramente difficile riuscire — giorno dopo giorno, ora dopo ora — a veicolare messaggi virali, d’impatto, provocatori e taglienti senza mai commettere sbagli. (continua)

Declan Donnellan: “Shakespeare ci aiuta a stare con persone che non sono come noi”

“Sviluppare l’empatia è un aspetto fondamentale del teatro. Tutti i testi di Shakespeare ci aiutano a stare con persone che non sono necessariamente come siamo noi. Non riesco ad immaginare niente di più politicamente utile in questo momento.”

Ecco un’intervista davvero interessante a Declan Donnellan, regista inglese, fondatore della compagnia Cheek by Jowl e Leone d’oro alla carriera nel 2016 alla Biennale di Venezia: https://goo.gl/LQ3Hrs

Buona lettura!

#TournéeDaBar #TDBar #WilliamShakespeare #DeclanDonnellan#ParoleSante

Fonte: Teatro.it